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Giornata mondiale dell’epilessia. Consapevolezza e supporto per i pazienti

È tra le malattie neurologiche più diffuse, principalmente tra le persone anziane; si stima che nel
mondo soffrano di epilessia oltre 50 milioni di individui, in Italia circa 550 mila.
L’epilessia è una condizione neurologica caratterizzata da crisi epilettiche ricorrenti, dovute a
un’attività elettrica anomala nel cervello. Le crisi possono variare da brevi momenti di assenza a
convulsioni generalizzate che interessano l’intero corpo. I sintomi includono perdita di coscienza,
movimenti incontrollati e alterazioni sensoriali, con manifestazioni che variano significativamente da
persona a persona.
Succede ancora oggi che le persone colpite occultino la propria condizione per paura di
discriminazioni, che spesso fanno soffrire più delle stesse crisi epilettiche.
La battaglia per vincere lo stigma passa attraverso la conoscenza della malattia; da qui l’importanza
di diffondere corrette informazioni per abbattere i pregiudizi, obiettivo della giornata mondiale
dell’epilessia, che ricorre il 10 febbraio.
Anche quest’anno, all’imbrunire, numerosi edifici pubblici e monumenti, si sono illuminati di viola,
il colore associato all’epilessia, per richiamare l’attenzione sulla condizione.
L’Associazione italiana contro l’epilessia (Aice) sollecita da sempre l’approvazione di una legge che
dia «piena cittadinanza alle persone con epilessia». Ha sottolineato più volte il presidente di Aice,
che quando si spegneranno le luci sulla giornata internazionale, continueranno a esserci persone con
epilessia rifiutate nel mondo del lavoro come pure famiglie che vedranno i figli rifiutati nelle gite
scolastiche, nei centri sportivi, alle feste dei compagni a causa di una semplice crisi.
La clandestinità è frutto della mancanza di una legge che rimuova le barriere che ostacolano le persone
con epilessia e i loro familiari di avere gli stessi diritti degli altri.

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