Inclusione scolastica: cosa sapere e come attuarla
Favorire una cultura dell’inclusione a scuola è un progetto che deve interessare non solo gli insegnanti ma tutti coloro che sono coinvolti nel contesto scolastico al fine di garantire un piano di inclusione a tutto tondo. L’ inclusività a scuola è un tema che non deve essere sottovalutato poiché ad ogni allievo devono essere forniti gli strumenti affinché possa procedere nel suo percorso formativo nella maniera più semplice e naturale possibile. In un ambiente inclusivo i ragazzi possono avere la possibilità di crescere dal punto di vista non solo culturale ma anche personale. Pertanto è necessario rivedere la didattica tradizionale. Il modo più semplice per garantire l’ inclusività a scuola è senza dubbio favorire la didattica inclusiva. Si tratta di un approccio scolastico che mira alla valorizzazione e al rispetto di tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro caratteristiche. E’ necessario insegnare agli alunni a eliminare qualsiasi tipo di discriminazione che si basa sulla differenza di genere, sulla lingua, sull’orientamento sessuale, sulla razza, sulla religione oppure sulla disabilità. Nella didattica inclusiva la diversità non rappresenta uno svantaggio bensì un punto a favore, un valore aggiunto. La didattica inclusiva, seppur fondamentale, non è semplice da mettere in pratica a scuola dal momento che bisogna utilizzare le strategie giuste. Per riuscire a venire incontro alle esigenze di tutti gli allievi è opportuno innanzitutto creare un Piano Didattico Personalizzato, caratterizzato dall’ausilio di alcuni strumenti che possono aiutare i ragazzi ad apprendere meglio, in particolar modo per gli allievi con BES (bisogni educativi speciali) oppure per coloro che hanno disturbi dell’apprendimento. Un elemento importante da non sottovalutare è la creazione di un ambiente formativo accogliente e adeguato. Quest’ultimo non prevede soltanto i banchi, le sedie e l’aula ma deve essere pensato come uno spazio culturale in cui ognuno può esprimere se stesso nel modo migliore possibile. L’ambiente di apprendimento deve favorire la partecipazione, l’ascolto, il rispetto, la fantasia e la collaborazione con l’altro. Gli alunni devono sentirsi a proprio agio non solo con i compagni di classe ma anche con gli insegnanti che devono facilitare tale processo, ad esempio mutando la classica lezione frontale. Per favorire l’inclusione, gli insegnanti possono mettere in atto alcune strategie didattiche efficaci. Una di queste consiste sicuramente nell’utilizzo dei dispositivi elettronici che costituiscono un valido alleato per docenti e alunni. Tra questi bisogna ricordare innanzitutto la LIM (lavagna interattiva multimediale) che rispetto alla lavagna tradizionale permette di creare percorsi multidisciplinari e di catturare l’attenzione degli studenti in classe. Mediante l’uso della LIM è possibile usufruire di immagini, suoni, mappe concettuali, video e strumenti audiovisivi che permettono di trattare un argomento in maniera diversa. Con questo tipo di lavagna gli studenti acquisiscono le nozioni più in fretta e allo stesso tempo possono divertirsi. Esistono poi anche altri dispositivi elettronici che possono essere molto utili a scuola come lo smartphone, il tablet e il computer. La tecnologia infatti oggigiorno è presente nella vita di tutti, adulti e ragazzi, pertanto può essere utilizzata in maniera educativa anche a scuola.
La musica, l’arte e i giochi sono altri due strumenti molto validi . Naturalmente ogni strumento
utilizzato deve essere indicato all’età dello studente: con i bambini delle scuole elementari ad
esempio è possibile puntare su giochi semplici e intuitivi mentre con i ragazzi più grandi si possono
creare percorsi didattici più complessi.
Altri metodi didattici che possono essere utilizzati dagli insegnati a scuola per migliorare la cultura
dell’inclusione sono il cooperative learning e la peer education. Il primo rappresenta una
metodologia che consiste nella collaborazione e cooperazione tra gli studenti: l’insegnante divide la
classe in gruppi non troppo numerosi (generalmente composti da massimo cinque persone) in cui
ognuno ottiene un ruolo diverso. Ogni ragazzo si assume quindi la responsabilità del proprio
compito e deve portarlo a termine affinché il team ne abbia giovamento e riesca a raggiungere un
risultato soddisfacente. Dopodiché tutti i gruppi possono esporre il proprio operato al docente che
farà le sue valutazioni.
Anche la peer education (didattica alla pari) si basa sulla collaborazione ma a differenza del
cooperative learning prevede solitamente due persone che sono allo stesso livello. In questo tipo di
strategia le due parti si aiutano a vicenda in modo tale che l’uno trasmetta le proprie competenze
all’altro. Gli studenti dunque svolgono la funzione di insegnante nei confronti del proprio compagno
aiutandolo a superare gli ostacoli che riguardano l’apprendimento.
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